In Italia "l'economia irregolare resta un fenomeno esteso e radicato, che ostacola la crescita e intacca i principi di equità su cui si fonda la convivenza civile" ma "i progressi dell'ultimo decennio dimostrano che il cambiamento è possibile".

Lo afferma il governatore della Banca d'Italia Fabio Panetta nel suo intervento all'Inaugurazione dell'Anno di Studi 2025-26 della Scuola di Polizia Economico-Finanziaria.

"Contrastarla significa, certamente, recuperare risorse per il bilancio pubblico; ma, prima ancora, vuol dire rafforzare la credibilità delle istituzioni, difendere la dignità del lavoro e tutelare la libertà d'impresa" sottolinea, "è un investimento nella capacità dell'Italia di crescere in modo duraturo ed equo".

Negli ultimi anni la maggiore efficienza della Pubblica Amministrazione, e le riforme introdotte grazie al Pnrr, hanno permesso di conseguire risultati contro l'evasione e l'economia in nero, ha sostenuto il governatore secondo cui "dal 2011 l'incidenza dell'economia non osservata sul pil è diminuita di 2 punti percentuali. La quota dei lavoratori irregolari è scesa di oltre un punto, al 10 per cento. L'evasione fiscale in rapporto al prodotto si è ridotta di quasi un terzo, al 4 per cento".