VALDOBBIADENE (TREVISO) - «Ho sentito un boato fortissimo. Ho pensato fosse caduto un pezzo di casa. Sono subito corsa in strada. Ho visto la gente. Poi l'automedica, i carabinieri e i vigili del fuoco. Sapevo che Attilio conservava degli ordigni bellici ma pensavo avesse smesso. Quindici anni fa mi aveva bruciato l'orto di casa, svuotando qualcosa. Ed erano intervenuti gli artificieri. Pensavo che da lì avesse smesso, ma a quanto pare non è stato così». Giuseppina abita a pochi metri di distanza dall'abitazione di Attilio Frare, in via Colmello del Col, nella piccola frazione di Guia di Valdobbiadene. Ieri, intorno all'una di pomeriggio, è rimasta sconvolta dal potente boato che ha scosso tutto il paese dopo che il 56enne Frare ha perso la vita a causa di un ordigno bellico che stava maneggiando, esplosogli fra le mani.
E non è stata l'unica a rimanere sotto choc dalla forte deflagrazione, che è stata udita in tutta la vallata. Tutti i vicini e gli abitanti della frazione sono subito corsi in strada a vedere cosa fosse successo.
«Siamo corsi fuori perché pensavamo fosse successo un incidente - racconta una residente -. Dopo pochi minuti sono arrivati i vigili del fuoco. Sono andata su a vedere. Mi hanno che c'era questo signore che purtroppo non si era salvato». E sul potente boato descrive: «È stata una fortissima esplosione. Eravamo a tavola quando è successo. Abbiamo visto i vigili del fuoco, il Suem e l'elicottero». Lo spavento è stato grande. «Ho sentito un rumore fortissimo, mi è vibrata tutta la casa» racconta un'altra vicina. E su Attilio la donna ricorda: «Era una buona persona, non faceva male a nessuno. Sempre stato tranquillo».






