In queste ore concitate tutti gli occhi sono puntati sul possibile utilizzo della forza militare americana per attaccare l’Iran. Dopo i moniti dei giorni scorsi contro gli ayatollah per la feroce repressione delle proteste, secondo la Reuters Donald Trump avrebbe deciso di intervenire. In serata poi il presidente Usa parlando dallo Studio Ovale ha precisato di essere stato informato che Teheran ha fermato il massacro «e non c’è nessun piano di esecuzioni». La Farnesina ha fatto sapere che «sono oltre 900 i membri delle Forze Armate italiane nell’area, fra cui circa 500 unità in Iraq e 400 in Kuwait, dove si stanno adottando misure precauzionali a tutela del personale militare».

Le missioni interessate nell’area sono due: Nato mission Iraq e Operazione Prima Parthica. La prima ha l’obiettivo di rafforzare le istituzioni di sicurezza e le forze armate irachene affinché possano combattere il terrorismo, prevenire in maniera autonoma il ritorno dell’Isis (Daesh) e stabilizzare il paese. Fornisce inoltre consulenza alle istituzioni di formazione militare professionale dell’Iraq nell’area metropolitana di Baghdad, Con la seconda il contingente italiano addestra le forze di sicurezza curde.