Come annunciato da Giorgia Meloni nella conferenza stampa di inizio anno, il governo si appresta a varare un decreto in materia di sicurezza, immigrazione e potenziamento delle forze dell’ordine.

Le misure riguardano molti aspetti della gestione dell’ordine pubblico e il funzionamento delle strutture per il trattenimento e il rimpatrio degli stranieri. In particolare, verrebbe abrogata la disposizione che prevede, senza alcuna verifica del reddito, il gratuito patrocinio a spese dello Stato nei ricorsi contro i decreti di espulsione. In pratica, l’esecutivo si appresta a prosciugare il soccorso rosso che, con i soldi dei contribuenti, assiste i clandestini, usando ogni genere di espediente legale per evitare che siano rispediti ai luoghi d’origine. Vedremo prossimamente se le norme verranno approvate e, soprattutto, se saranno efficaci per combattere la criminalità.

Mentre proseguono le manifestazioni antigovernative in Iran, la tensione in Medio Oriente continua a salire. Ieri, un funzionario di Teheran ha affermato che, in caso di atto bellico da parte di Washington contro la Repubblica islamica, le basi statunitensi in Arabia Saudita, Emirati arabi e Turchia «saranno attaccate». Gli stessi pasdaran hanno minacciato una risposta «decisa». È in questo clima che, sempre ieri, gli americani e i britannici hanno ritirato una parte del loro personale di stanza nella base aerea di Al Udeid, in Qatar. «Date le persistenti tensioni regionali, la missione statunitense in Arabia Saudita ha consigliato al proprio personale di esercitare maggiore cautela e limitare i viaggi non essenziali verso qualsiasi installazione militare nella regione. Raccomandiamo ai cittadini americani nel Regno di fare lo stesso», ha inoltre dichiarato l’ambasciata statunitense a Riad. La stessa Farnesina ha invitato i nostri connazionali in Iran a lasciare il Paese. Mentre il G7 si è detto pronto a varare nuove sanzioni contro Teheran.