Stai utilizzando Internet Eplorer: è un browser molto vecchio, non sicuro, e non più supportato neanche da Microsoft stessa, che l'ha creato.

Per favore utilizza un browser moderno come Edge, Firefox, Chrome o uno qualunque degli altri a disposizione gratuitamente.

Roma annuncia "un'azione comune". Canton Vallese, rimborso choc: 10mila franchi

Rischia di essere un procedimento lungo, e l'Italia vuole coordinare «un'azione comune» sul fronte giudiziario «sia in territorio elvetico sia in quello italiano, e valutare le possibili iniziative da intraprendere». Oggi a Palazzo Chigi è stato fissato un incontro tra le famiglie delle vittime il sottosegretario Alfredo Mantovano, il ministro della Giustizia Carlo Nordio, l'avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, i rappresentanti dei ministeri degli Esteri, dell'Interno, degli Affari europei e della Protezione civile. La Procura di Roma ha trasmesso la rogatoria alla Svizzera per acquisire gli atti dell'inchiesta e procede con le autopsie per chiarire le esatte cause della morte delle vittime italiane.

Dai verbali dei testimoni sentiti dai magistrati elvetici, emerge anche quello di E., 15 anni, che quella sera si trovava nel locale con i sei italiani rimasti uccisi e con gli altri gravemente feriti. Quando ha visto il fuoco che iniziava a propagarsi, è subito fuggito con un amico. È stato tra i primi a lasciare il locale e a contattare i vigili del fuoco: «Ho chiamato il 144 alle 01:29. Uno o due minuti più tardi, il fuoco era già al piano superiore. Prima di uscire, ho avvisato l'agente di sicurezza che c'era un incendio nel seminterrato. Lui è sceso per andare a verificare e altre persone ne hanno approfittato per entrare. Questo ha creato caos, le persone si incrociavano sulle scale». Il giovane precisa anche che «gli agenti di sicurezza hanno soccorso i clienti».