Manager di lungo corso, il Vice President di Toyota Motor Europe Andrea Carlucci è una delle voci più autorevoli nel dibattito continentale sulla transizione dell’auto. Con un’esperienza maturata tra strategia di prodotto, regolamentazione e analisi dei mercati, Carlucci rappresenta da anni il punto di vista di un costruttore globale che ha scelto un approccio multilivello alla decarbonizzazione, puntando su elettrico, ibrido e idrogeno senza rinunciare al realismo industriale.
Lo abbiamo incontrato al Salone dell’auto di Bruxelles, in una fase cruciale per il settore automobilistico, tra future regole sulle emissioni, rallentamento della domanda elettrica e una crescente polarizzazione dei mercati europei. Ne è nata una conversazione a tutto campo su tempi, tecnologie e rischi di una transizione che, secondo il costruttore giapponese, non può essere affrontata forzando il mercato ma accompagnando clienti e infrastrutture.
Il mercato europeo dell’auto dovrà misurarsi con potenziali nuove regole sulle emissioni. Che impatto avranno su costruttori e clienti?
“È un tema complesso, che comporta rischi. Molto dipenderà dai singoli mercati e da come verranno interpretate le eventuali nuove normative. È positivo che si sia tornati a parlare di neutralità tecnologica, noi da sempre sosteniamo che il vero nemico è l’anidride carbonica e non una tecnologia o l’altra. Tuttavia, la “porticina” aperta dalle nuove proposte della Commissione europea sul 2035 è molto più stretta di quanto si possa pensare: parliamo di un 10%, che è poca cosa. Il valore della proposta è più simbolico che tecnico”.








