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Dagli accordi del Cairo al disarmo della Striscia, Washington lancia la transizione con un’amministrazione palestinese tecnocratica mentre Ramallah chiede unità nazionale

Gli Stati Uniti annunciano l’avvio di una nuova e delicata fase per il futuro della Striscia di Gaza. A renderlo noto è stato Steve Witkoff, inviato speciale del presidente Donald Trump, che in un messaggio pubblicato su X ha ufficializzato l’inizio della Fase Due del piano internazionale “per porre fine al conflitto di Gaza”, segnando il passaggio dal cessate-il-fuoco alla smilitarizzazione, alla governance tecnocratica e alla ricostruzione.

Secondo quanto illustrato da Witkoff, il cuore della nuova fase è la creazione di un’amministrazione palestinese di transizione a carattere tecnico, il Comitato Nazionale per l’Amministrazione di Gaza (Ncag), incaricato di guidare il territorio durante il periodo post-bellico. Il piano prevede inoltre l’avvio della completa smilitarizzazione della Striscia, con il disarmo di tutto il personale non autorizzato. Washington, ha avvertito l’inviato, si aspetta che Hamas rispetti pienamente i propri obblighi, incluso l’immediato rilascio dei resti dell’ultimo ostaggio deceduto, sottolineando che il mancato rispetto comporterebbe “gravi conseguenze”.