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Gli Stati Uniti vogliono accelerare, Israele spinge per la distruzione totale di Hamas

Il futuro di Gaza si decide nelle pieghe di una divergenza che, per la prima volta dopo mesi di guerra, espone una crepa visibile tra Washington e Tel Aviv. Alla vigilia del vertice di lunedì in Florida tra Netanyahu e Trump, Stati Uniti e Israele parlano la stessa lingua solo in apparenza. Sotto la superficie dell'alleanza strategica, emerge un dissenso sostanziale su tempi, priorità e soprattutto sulla sequenza politica e militare che dovrebbe ridisegnare la Striscia di Gaza dopo il cessate il fuoco. Washington spinge per avviare già a metà mese la fase B del piano americano, che intreccia smilitarizzazione e ricostruzione. Tel Aviv, invece, rivendica una sequenza inflessibile: prima l'annientamento di Hamas e il disarmo sul campo, solo in seguito la ripresa dell'edilizia. Due visioni opposte del "day after" che mettono a nudo la distanza politica tra le due sponde dell'Atlantico.