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I membri di Hamas rifiutano qualunque soluzione che non preveda un percorso scelto da loro. Pressioni degli Usa su Israele per risolvere la crisi
La fragile tregua in Medio Oriente sembra reggere, nonostante le accuse di violazione del cessate il fuoco lanciate da Israele e Hamas. La pace, però, rimane fragile e la sua impalcatura è legata a vari fattori. Tra questi, la questione dei 100 terroristi barricati in un tunnel sotto la città di Rafah, nella zona meridionale della Striscia di Gaza e al confine con l'Egitto.
Secondo quanto riferito da una fonte palestinese al canale dello Stato ebraico Kan News, i membri dell'organizzazione hanno dichiarato che non accetteranno alcuna iniziativa che li costringa ad abbandonare il loro nascondiglio sotterraneo, se non attraverso un percorso da loro stessi scelto e che consenta loro di andarsene con dignità. Il gruppo sarebbe composto sia da uomini con esperienza in combattimento, sia da nuove reclute entrate solo di recente a far parte dell'ala militare di Hamas. A guidarli vi sarebbe un miliziano con il grado di comandante di battaglione o brigadiere, la figura più importante presente nel tunnel.






