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14 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 15:44

“Stiamo già lavorando per ridurre, se non proprio eliminare, questa vergogna che viola l’articolo 15 della Costituzione. Le comunicazioni sono sacre e inviolabili, se sapessimo di essere intercettati sempre e da tutti non saremmo più liberi”. Presentando il suo libro Una nuova giustizia alla Camera, Carlo Nordio annuncia il prossimo intervento in programma se il governo riuscirà a portare a casa la riforma costituzionale: una stretta sull’uso delle intercettazioni e in particolare del trojan, il captatore informatico che trasforma gli smartphone in cimici. L’assist è la domanda della giornalista di La7 Gaia Tortora, che legge il passaggio del libro in cui il ministro attacca la legge “Spazzacorrotti” del suo predecessore M5s Alfonso Bonafede, definita “il delirio moralistico di un parlamento semi-giacobino”: in base a quella legge, si indigna Nordio, i pm possano “chiedere e ottenere l’utilizzo di questo meccanismo diabolico” anche per una “modestissima mazzetta“, cioè per corruzione e altri reati contro la pubblica amministrazione. “Dopo il referendum vedremo di rimediare anche a questa inciviltà”, promette nell’opera.