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Niente stop cautelare sulla deliberazione del Consiglio dei Ministri con la quale è stata fissata per il 22 e 23 marzo i giorni per votare sulla riforma della giustizia

Nessuna sospensione cautelare urgente della deliberazione del governo Meloni con la quale è stata fissata per i giorni 22-23 marzo prossimo la data di celebrazione del referendum costituzionale sulla riforma della giustizia, relativamente alla Legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". Il Tar del Lazio, con un decreto cautelare monocratico nell'ambito di un ricorso proposto dal "Comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia", ha stabilito che - per il momento - resta valida la decisione assunta dal Consiglio dei Ministri lo scorso 12 gennaio: si andrà a votare per il Sì o per il No alla legge Nordio tra poco più di due mesi.

Anche perché ieri sera il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha firmato il decreto presidenziale (Dpr) di indizione del referendum inizio primavera, nonostante avesse tempo fino al 17 gennaio per legge. La decisione di non tardare la firma (obbligata) è arrivata a seguito dell'invio della lettera presso il Quirinale firmata da 15 avvocati ed ex magistrati che hanno promosso la raccolta popolare di firme per il referendum sulla riforma costituzionale. Il Capo dello Stato è stato informato che loro avrebbero depositato subito dopo un ricorso al Tribunale amministrativo regionale contro la delibera del Cdm che lunedì pomeriggio aveva fissato la data del voto sulla separazione delle carriere.