Nessuna sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei Ministri del 12 gennaio scorso con la quale è stata fissata per i giorni 22-23 marzo prossimo la data di celebrazione dei referendum sulla giustizia, relativamente alla Legge costituzionale concernente "Norme in materia di ordinamento giurisdizionale e di istituzione della Corte disciplinare". L'ha deciso il Tar del Lazio con un decreto cautelare monocratico nell'ambito di un ricorso proposto dal "Comitato promotore della raccolta di firme popolari per il referendum sulla Giustizia".
Referendum, sulla data è battaglia di ricorsi. Il Colle firma il decreto
di Gabriella Cerami
Il presidente della sezione seconda bis del Tribunale amministrativo, "considerato che la pluralità, l'eterogeneità e la peculiare natura dei vari interessi coinvolti nella fattispecie impongono lo scrutinio collegiale, nel pieno contraddittorio delle parti, delle questioni relative all'ammissibilità e alla fondatezza del gravame" ha ritenuto di respingere l'istanza di sospensione cautelare urgente della deliberazione del Consiglio dei ministri.
Accolta, invece, l'istanza con cui i ricorrenti hanno chiesto "l'abbreviazione alla metà dei termini processuali riferibili alla celebrazione della camera di consiglio deputata alla trattazione collegiale della domanda cautelare", è stata fissata il 27 gennaio la camera di consiglio per la trattazione collegiale del ricorso.












