LAS VEGAS (USA) - Doveva essere il Consumer Electronic Show dell’AI fisica, dei robot umanoidi e dell’hardware, e lo è stato. Il CES 2026 non è più una fiera dell’elettronica, è un casting collettivo per il «dopo di noi». Passeggiare tra i padiglioni del Las Vegas Convention Center o nelle sale del Venetian Hotel, dove quest’anno si sono concentrate le presentazioni, fa uno strano effetto. Non è la solita parata di gadget che finiranno nel cassetto dei ricordi tecnologici. No, qui si respira l’aria densa della sostituzione delle macchine. Non ostile. Naturale.
I robot umanoidi che abbiamo incrociato sono buffi, pesanti, incerti nei passi. Non li vedi sottrarti la sedia sotto la scrivania, almeno non nel breve periodo. Ma a questo punto sono arrivati.
Lunedì scorso Jensen Huang, il più atteso, ha finalmente spiegato come intende «guadagnare trilioni di dollari» con la robotica. Quella che ha definito l’AI Physics è una piattaforma robotica generalista, proprio come Android è diventato il sistema operativo per gli smartphone. Un luogo di simulazione dove le macchine possono finalmente imparare a essere multi-tasking.
Per essere più concreti, Nvidia ha rivelato i dettagli del suo ecosistema completo per l’intelligenza artificiale fisica, tra cui nuovi modelli di fondazione aperti che consentono ai robot di ragionare, pianificare e adattarsi a numerose attività e ambienti diversi, andando oltre i bot dedicati a compiti specifici, tutti disponibili su Hugging Face e quindi gratis e per tutti. Jensen Huang lo dice senza giri di parole: «Il momento ChatGPT per la robotica è arrivato».












