LAS VEGAS – Se il biennio 2023-2024 è stato puro stupore per la capacità dell'IA di generare testo e immagini, il 2025 è stato indiscutibilmente l’anno dell’IA agentica.
E la conferma, se necessaria, arriva dal re:Invent di Aws, l’annuale conferenza che Amazon Web Services dedica al mondo dell’intelligenza artificiale e del cloud.
La cornice è quella del Venetian hotel, con oltre 65.000 partecipanti che si incontrano fra canali artificiali, gondolieri americani, sale riunioni che si chiamano Murano, Toscana e Bassano. Il quadro, però, è piuttosto chiaro: l'era dei “bot” che aspettano un prompt non si è propriamente esaurita ma, nel frattempo, è iniziata quella degli agenti autonomi.
“Un impatto economico pari a quello di Internet” – Nelle decine di annunci fatti dal palco durante il suo keynote, il ceo di Aws Matt Garman è andato dritto al punto: “L’avvento degli agenti ha prodotto un punto di svolta nella traiettoria dell’IA e l’ha trasformata da una meraviglia tecnologica a qualcosa che ha un reale ritorno di valore”. In altre parole, c’è stata un’IA prima degli agenti e ce ne sarà una dopo. “Un impatto sulle aziende a livello di Internet stessa o del Cloud”.
Ma le alte aspettative di questi sistemi saranno soddisfatte nella pratica quotidiana? Siamo di fronte a una prospettiva reale o ad una rischiosa puntata al casinò? E quanto fidarsi di sistemi ad automazione quasi assoluta? Andiamo con ordine.






