Il soffitto de “Le Constellation” stava cedendo già prima di essere sfiorato dalle scintille delle fiaccole, la schiuma fonoassorbente e infiammabile, che ha preso fuoco con i bengala nelle bottiglie provocando la morte di 40 persone e 116 feriti, era uscita dai pannelli. È una delle testimonianze agli atti dell’inchiesta della procura di Sion a rivelarlo. Samir si è presentato dalla polizia dopo l’incendio, era nel bar il 27 dicembre: «Ero con un amico proprietario di un’impresa di demolizioni. Quella sera mi fece notare che il soffitto stava cedendo. C’era una specie di schiuma sul soffitto. Notai subito che formava una sorta di onda, non era ben aderente. Stava leggermente cedendo ed era visibilmente più bassa rispetto al resto. Mi ha ricordato il materiale usato negli studi di registrazione, sono rimasto sorpreso di trovare schiuma acustica sul soffitto».
Intanto emerge che per Jessica Moretti, indagata insieme al marito Jacques che si trova attualmente in carcere per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposi, la procura di Sion non ha mai chiesto l’arresto. Il Tribunale ha inasprito le misure alternative a carico della donna, rispetto a quelle cautelari, disponendo il pagamento di una cauzione – sembrerebbe milionaria – oltre al ritiro del passaporto e all’obbligo di firma quotidiano. Ieri, a Roma, è stata eseguita l’autopsia sul corpo di una delle vittime italiane, Riccardo Minghetti: sono state rilevate lesioni da ustioni, ma è probabile che il decesso sia stato provocato da asfissia.












