Il fatto è avvenuto nell’estate 2024 nel centro migranti di San Colombano in Val Trompia. Il 29enne, che è in carcere dall’ottobre del 2024, ha ottenuto la possibilità di essere processato con rito abbreviato. La sentenza ha suscitato non poche polemiche. Ma, come spiega Davide Scaroni, l’avvocato del 29enne, «è stata applicata la legge». «Il mio assistito, sin dal momento del fermo, ha spiegato che non c’è mai stata violenza. Non ha mai negato quanto avvenuto, spiegando che si trattava di episodi consensuali». A chi inorridisce davanti alla parola «consensualità» parlando di una bambina di dieci anni, spiega: «Il nostro codice prevede che ci sia possibilità di consensualità anche sotto i 10 anni. Quindi - sottolinea - vuol dire che il sistema contempla che possa esserci un consenso, sicuramente viziato e che non fa venire almeno il reato, anche da persone di età molto contenuta». «Considerando poi la pena finale - la condanna a 5 anni - con un giudizio abbreviato e con la concessione delle circostanze generiche, vuol dire che il giudice sia comunque molto discostato dal minimo edittale: questo significa che la gravità del fatto non è in discussione.

È stata solo riqualificata più propriamente nel reato di atti sessuali con minorenne».