Quest’anno l’influenza non fa sconti. La stagione è particolarmente dura e la nuova variante K si sta diffondendo rapidamente. Eppure, proprio mentre il virus corre, arriva una notizia che sorprende e spiazza: stare nella stessa stanza con persone influenzate non significa automaticamente contagiarsi. A dimostrarlo è uno studio pubblicato su Plos Pathogens che potrebbe cambiare il modo in cui pensiamo alla prevenzione.

Contro l’influenza sincronizziamo l’orologio biologico. Ci aiuta come un farmaco

L’esperimento che nessuno si aspettava

I ricercatori della University of Maryland, delle Schools of Public Health and Engineering di College Park e della School of Medicine di Baltimora hanno deciso di studiare come si diffonde davvero l’influenza. Lo studio è stato condotto utilizzando un intero piano messo in quarantena di un hotel nell’area di Baltimora allo scopo di misurare la trasmissione aerea tra cinque persone con influenza confermata e 11 volontari sani, in due coorti, nel 2023 e nel 2024. Per due settimane i partecipanti hanno vissuto insieme, svolgendo attività quotidiane che simulavano diverse situazioni sociali: conversazioni, esercizi fisici come yoga, stretching o danza.

Le persone infette hanno anche maneggiato oggetti – penne, tablet, microfoni – poi passati agli altri. I ricercatori hanno monitorato un’ampia gamma di parametri: sintomi, tamponi nasali quotidiani, campioni di saliva e sangue per la ricerca di anticorpi. È stata misurata l’esposizione virale sia nell’area di respirazione dei volontari sia nell’aria dell’ambiente.