Per ora in Italia ha provocato 10 milioni di infezioni e minaccia di farle lievitare a 14-16 milioni. Dunque, quando si abbasserà il sipario sull’influenza stagionale, intensa ma ora in discesa, il bilancio sarà corposo. Raggiunto il picco a fine gennaio scorso, l’influenza in cui predomina la variante K, dovrebbe arretrare ulteriormente a termine febbraio e inizio marzo lasciando dietro di sé uno strascico di contagi.

Influenza k, perché i sintomi durano il triplo. Che cosa fare

15 Gennaio 2026

Lo conferma il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario dell’istituto Galeazzi Sant’Ambrogio di Milano. Che sottolinea: “Anche se le infezioni sono in calo, non escludo un colpo di coda nei prossimi giorni. La circolazione dei virus respiratori potrebbe proseguire in modo disomogeneo perché in gioco ci sono fattori anche ambientali e climatici, come gli sbalzi di temperatura”.

Il quadro dei contagi