BELLUNO - «Le piste chiuse creano un danno enorme a tutto il Nevegal. Se continua così, dovrò andarmene. Ma cosa resterà sul Colle? Il deserto». È durissimo lo sfogo di Lucia Moro, titolare del supermarket in Piazzale. Gli impianti aperti solo a singhiozzo (il campo scuola al momento è rimasto attivo per tutti solo nei weekend; privatamente anche nei giorni infrasettimanali) stanno tenendo lontani gli sciatori. E chi ha un'attività commerciale ne risente. «Ho aperto per incassare appena 3,5 euro negli ultimi giorni. E dovrebbe essere piena stagione invernale, con un via vai continuo di gente per una stazione sciistica. Che senso ha andare avanti così? Sono preoccupata e demoralizzata allo stesso tempo» dice la signora Moro. Che ha rilevato il negozio di alimentari nell'estate del 2024 e poi ha sempre lavorato, seguendo il corso delle stagioni. Almeno fino alla stagione invernale attuale, che non è mai partita per davvero. Il campo scuola ha aperto i battenti domenica 4 gennaio, è rimasto attivo fino all'Epifania e poi ha chiuso di nuovo (acceso solo per uso privato da parte della società che gestisce gli impianti, la Dolomiti Skiline). Ha riaperto sabato e domenica scorsa per tutti, poi il nuovo stop. «E la Skiline comunica solo il giovedì o il venerdì sera le sue intenzioni per il weekend successivo. Quindi al momento non sappiamo come andrà. E la Coca? L'hanno innevata e il gatto è passato per battere la pista, ma non è mai stata aperta» dice la signora Moro. «È normale che gli sciatori, se queste sono le condizioni, non arrivino».