Sono 8, su un totale di 51, i consiglieri regionali veneti semplici. E cioè senza stellette, senza ruoli, senza titoli di presidente, vicepresidente, metti anche segretario. Sono anche quelli che prendono meno soldi proprio perché non avendo una funzione, non possono incassarne l’indennità aggiuntiva. E non sono cifre di poco conto: si va da 2.100 a 2.400 euro - ovviamente lordi - in più.
Gli otto consiglieri semplici sono i leghisti Giorgia Bedin, Alessia Bevilacqua, Morena Martini, Stefano Marcon e Roberta Vianello (l’unica degli 8 tra altro al secondo mandato); Claudia Barbera e Fabio Benetti di Fratelli d’Italia; Mirko Patron di Forza Italia. Martini, in realtà, ha avuto un incarico direttamente dal governatore Alberto Stefani - consigliera delegata alla Partecipazione giovanile e ai Rapporti con il consiglio regionale - ma a zero euro, senza indennità. Dal punto di vista contabile sono dunque otto i consiglieri di questa XII legislatura che prendono lo stipendio base e cioè 6.600 euro lordi cui si aggiungono 4.500 euro di rimborso spese. Le indennità variano infatti a seconda della funzione ricoperta: allo stipendio base di 11.100 euro vanno aggiunti 2.700 euro al presidente della giunta e al presidente del consiglio; 2.400 euro ai vicepresidenti del consiglio, al vicepresidente della giunta e agli assessori; sempre 2.400 euro ai capigruppo, ai presidenti delle commissioni e ai consiglieri segretari dell’Ufficio di presidenza; infine 2.100 euro ai vicecapigruppo, ai vicepresidenti delle commissioni, ai segretari delle commissioni e ai revisori dei conti.







