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Ultimo aggiornamento: 19:02

L’emergenza sanitaria innescata dal devastante incendio di Crans-Montana si è intrecciata, nei giorni successivi, anche con un tema delicato come la disponibilità dei farmaci per trattare i grandi ustionati. A chiarire la situazione è intervenuta l’Agenzia italiana del farmaco (Aifa), dopo le notizie circolate sulla presunta carenza di un prodotto fondamentale utilizzato nella cura dei ragazzi rimasti gravemente ustionati nel rogo.

In una nota ufficiale, l’Aifa ha spiegato di aver verificato le segnalazioni di carenza relative a un medicinale impiegato nello “sbrigliamento enzimatico dell’escara dell’ustione”, precisando che il problema non riguarda la mancanza di alternative terapeutiche altrettanto efficaci. L’agenzia ha inoltre autorizzato già da novembre 2025 l’importazione dall’estero del prodotto carente, per far fronte alle esigenze delle strutture sanitarie coinvolte.

La criticità, chiarisce l’Aifa, è legata anche a una produzione insufficiente rispetto all’elevata domanda globale, aumentata negli ultimi anni in seguito a recenti eventi bellici e a grandi emergenze. Problemi strutturali che, viene sottolineato, sono in via di risoluzione. In ogni caso, l’agenzia ricorda che questo tipo di trattamento può essere effettuato solo in centri altamente specializzati per ustioni gravi e deve essere applicato entro cinque giorni dall’evento traumatico, come previsto dalle linee guida italiane.