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Ultimo aggiornamento: 14:31

Contro la liberalizzazione del mercato: i tassisti tornano a scioperare dalle 8 alle 22 nella giornata del 13 gennaio, con “partecipazione pressoché totale”, viene annunciato. Gli aderenti alla mobilitazione appartengono a una ventina di sigle sindacali e hanno deciso di manifestare in segno di protesta per l’ingresso di piattaforme come Uber. La categoria dei tassisti, ancora una volta molto compatta, chiede al governo Meloni delle regole chiare per evitare “lo strapotere degli algoritmi“. Uiltrasporti afferma: “Chiediamo con forza al governo la riapertura del tavolo di confronto sui decreti attuativi che la categoria aspetta ormai dal 2019″. I sindacati chiedono anche la conclusione dell’iter dei decreti attuativi della legge contro l’abusivismo e la tutela del servizio taxi come servizio pubblico locale.

La Cgil accusa l’esecutivo di non aver mantenuto gli impegni nei confronti dei tassisti, “che hanno pagato per una licenza rilasciata da un comune e che operano secondo turni e orari stabiliti dal comune”, denuncia il coordinatore nazionale di Unica taxi del sindacato, Nicola Di Giacobbe, che non usa mezzi termini: “Questo governo o è connivente delle multinazionali o non è nelle condizioni di far rispettare la legge”. Uri e itTaxi vanno controcorrente e criticano le voci in rivolta. Il presidente della Cooperativa radiotaxi 3570 di Roma, Lorenzo Bittarelli, ricorda che furono le stesse sigle sindacali a chiedere la modifica alla legge quadro creando così un vuoto regolatorio dalle conseguenze negative per i tassisti: “Chi promuove questa astensione dovrebbe protestare contro se stesso”.