Pio XI (Achille Damiano Ratti) il 24 dicembre 1925 chiuse il Giubileo ordinario “Infinita Dei Misericordia”, iniziato il 29 maggio 1924, attraverso la Porta Santa in San Pietro con due certezze personali: ratificare al più presto la pace con lo Stato Italiano in discussione fin dal 20 settembre 1870 dopo la Breccia di Porta Pia ed indire un Giubileo straordinario nel 1933 per i 1900 anni dalla morte del Redentore.
Realizzata la prima certezza con una diplomazia che colse di sorpresa il popolo italiano grazie ai Patti Lateranensi dell’11 febbraio 1929, tenuti clamorosamente segreti fino all’ultimo giorno, nell’agosto dello stesso anno il Santo Padre richiamò in Vaticano Monsignor Eugenio Pacelli, nato a Roma il 2 marzo 1876 e all’epoca Nunzio Apostolico a Berlino ma in precedenza districandosi in Gemania e in Austria con abilità nel convulso post-guerra del primo conflitto mondiale. Nel Concistoro del successivo 16 dicembre, Pacelli ebbe la nomina a Cardinale con il Titolo dei Santi Giovanni e Paolo e il 9 febbraio 1930 divenne Segretario di Stato al posto del Cardinale Pietro Gasparri, all’epoca quasi ottantenne e un po’ sorpreso per la tempistica nonostante fosse un grande estimatore del Porporato.







