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Il venticinquesimo Giubileo ordinario della storia si concluderà martedì 6 gennaio con la solenne chiusura, per mano di Leone XIV, della Porta Santa della Basilica di San Pietro. Non è facile fare un bilancio di un evento di tale portata ma certamente quello del 2025 sarà ricordato anche nei sussidiari per una concatenazione di avvenimenti più unici che rari: la morte di un pontefice, la convocazione di un Conclave e l’elezione di un nuovo Papa proprio durante lo svolgimento dell’Anno Santo. Per trovare un precedente a quanto avvenuto nei mesi scorsi bisogna tornare indietro di ben 325 anni. L’ultima volta era infatti accaduto nel 1700, quando Innocenzo XII morì meno di due mesi prima della chiusura dell’anno giubilare lasciando a Clemente XI il compito di portarlo a termine. Non è quindi un caso se quello del 2025 viene da molti già chiamato «il Giubileo dei due Papi». Che le condizioni di Papa Francesco fossero precarie era noto già da qualche anno, egli stesso, dopo l’intervento a cui fu sottoposto a luglio 2021, aveva più volte ironizzato che «c’era chi stava già preparando il Conclave». Eppure, l’idea che Bergoglio avrebbe potuto in qualche modo gestire l’intero Giubileo era stata accarezzata da molti dopo averlo visto seppur sfiancato e in certi momenti sofferente- portare a termine con successo il viaggio Apostolico più lungo del suo pontificato, durato ben 21 giorni tra Asia e Oceania nell’autunno 2024.