Per il giudice delle indagini preliminari del tribunale di Imperia Massimiliano Botti, il fatto che un uomo di 65 anni di Imperia ha aggredito la moglie colpendola a forbiciate perché "aveva scoperto che si prostituiva", è sufficiente a derubricare il reato da tentato femminicidio a tentato omicidio.
Lo scrive 'La Stampa' in merito alla vicenda della 41enne di Imperia che lo scorso 8 gennaio per sfuggire all'aggressione del marito si era buttata dal balcone.
"L'indagato ha riferito agli operatori della polizia giudiziaria di aver aggredito la moglie poiché aveva scoperto che quest'ultima si prostituiva. Al momento non risulta in alcun modo che la lite da cui è scaturita l'aggressione fosse determinata dall'odio discriminatorio nei confronti della moglie o da un'ossessiva volontà di controllo o dominio" si legge nell'ordinanza.
Il giudice ha così deciso di 'derubricare' il reato, convalidando l'arresto: il sessantacinquenne non ha agito per odio discriminatorio nei confronti della donna, bensì perché aveva scoperto (a suo dire) il fatto che la moglie si prostituiva. Per questo secondo il giudice non si tratta di tentato femminicidio, bensì di un tentato omicidio: "Appare dubbio - scrive il giudice - che l'esercizio della prostituzione da parte della vittima costituisca espressione di una libertà individuale, tenuto conto che in costanza del rapporto matrimoniale i coniugi sono tenuti ad obblighi di rispetto e fedeltà reciproci".






