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La macchina organizzativa per riportarli in Italia si è attivata immediatamente dopo la chiamata dal Venezuela che ne preannunciava la liberazione
Quando il ministro degli Esteri venezuelano, alle 20 italiane di domenica 11 gennaio, ha telefonato al suo omologo italiano, Antonio Tajani, per informarlo della decisione di liberare i connazionali, si è attivata immediatamente la procedura per il decollo di uno dei jet privati italiani della Compagnia Aeronautica Italiana per andare a riprendere in Venezuela Alberto Trentini e Mario Burlò. Il decollo del velivolo è avvenuto immediatamente dopo la conferma della scarcerazione, quando i due sono arrivati presso la casa dell'ambasciatore italiano in Venezuela: in Italia poco prima delle 5.30. Come spiega il Corriere della sera, nella notte erano stati già approvati tutti i piani di volo e messe in atto tutte le procedure necessarie per rendere il velivolo reattivo una volta giunto l'ok per il decollo.






