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Trentini e Burlò accolti dalla premier e dal ministro degli Esteri Tajani: "Ora liberiamo gli altri 42 ancora detenuti in Venezuela"
Alle 8 e 45 Alberto Trentini e Mario Burlò toccano il suolo italiano. L'aereo di Stato che li riporta a casa da Caracas (Venezuela), dopo una lunga detenzione, atterra sulla pista di Ciampino. Ad accoglierli i familiari dei due italiani: mamma Armanda e l'avvocato Alessandra Ballerini per il cooperante Alberto Trentini, i figli Gianna e Corrado per Mario Burlò. Abbracci e pianti. Come è giusto che sia. Nella saletta di Ciampino anche la presidente del Consiglio Giorgia Meloni e il ministro degli Esteri Antonio Tajani, artefici con l'intelligence italiana della brillante operazione diplomatica. L'incubo finisce dopo 423 giorni di prigionia per Trentini e 14 mesi per Burlò. Il regime di Maduro li aveva incarcerati con accuse assurde: terrorismo, traffico di armi e corruzione. Il blitz militare di Trump del 3 gennaio scorso è stato determinante per favorire l'esito positivo della trattativa. Trentini e Burlò ringraziano il governo Meloni, la premier e il ministro degli Esteri per la liberazione. A differenza della sinistra italiana che (rosica) e fatica ad ammettere il successo diplomatico italiano.














