Arriva per le vie non proprio brevi della legge delega la rete dei Super-Ospedali di riferimento nazionale, collocata anche al Sud, che con finanziamenti ad hoc per assumere e acquistare apparecchiature d’avanguardia dovrebbe porre un freno alla piaga dell’emigrazione sanitaria da Sud a Nord. Un fenomeno sempre più esteso, come dimostrano i dati di pochi giorni fa, che parlano di prestazioni per 5 miliardi di euro pagati soprattutto da Regioni come Campania, Calabria, Sicilia, Puglia e Lazio verso, in particolare, Lombardia, Emilia-Romagna e Veneto.

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La novità alla quale lavorano da tempo i tecnici del ministro Schillaci è contenuta nel disegno di legge delega approvato dal Consiglio dei Ministri del 12 gennaio, che dà tempo fino al 31 dicembre prossimo al Governo per varare i decreti delegati di attuazione di quella che, come recita il titolo del provvedimento, si prefigura come una più ambiziosa «Revisione del modello organizzativo del Servizio Sanitario Nazionale». Accanto alla riforma della rete ospedaliera, il ddl riorganizza infatti anche la rete di assistenza territoriale, con il «riordino della disciplina dei medici e dei pediatri di famiglia», che potrebbe portare, se non al loro passaggio alla dipendenza, a vincoli di presenza nelle nuove strutture finanziate dal Pnrr, le Case di comunità, ossia i maxi ambulatori che dovranno essere inaugurati entro giugno prossimo, ma che rischiano di partire senza personale medico.