Mentre Donald Trump rilancia le minacce contro il regime degli ayatollah, il bilancio delle vittime durante le proteste antigovernative in Iran continua a salire. A sedici giorni dall'inizio della nuova ondata di manifestazioni, sono almeno 648 i manifestanti uccisi, tra cui nove minorenni. A riferirlo è l'organizzazione non governativa norvegese Iran Human Rights, rendendo noto che i feriti sono migliaia, ma alcune fonti non confermate suggeriscono che il numero delle vittime potrebbe essere ben più alto, con stime che superano le 6mila. Le persone arrestate durante le proteste sono oltre 10mila. Cifre che non lasciano indifferente la Casa Bianca, che sta valutando le possibili risposte. Da una parte, Trump ha dichiarato che Teheran "vuole negoziare, penso siano stanchi di essere maltrattati dagli Stati Uniti", e che un incontro è in preparazione, ma dall'altra non esclude l'intervento militare. "L'esercito sta valutando alcune opzioni molto forti", ha sottolineato. Teheran ha confermato che esiste un canale di comunicazione aperto con gli Stati Uniti. Il principale interlocutore è l'inviato della Casa Bianca Steve Witkoff, che, secondo Axios, è stato contattato nel fine settimana dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi. Secondo fonti, si tratterebbe di un tentativo di Teheran di ridurre le tensioni con Washington, o almeno di guadagnare tempo prima che Trump prenda una decisione in merito a un'azione militare.
Iran, rivolta soffocata nel sangue: Usa pronti a colpire. La minaccia di Trump
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