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Il giornalista in campo tra baci alla Schlein e sussurri a Conte. Poi l'editto su Cerno

Esistono coincidenze che pesano più delle dichiarazioni. Ieri l'Usigrai, sindacato da sempre schiacciato a sinistra nella televisione pubblica, si è detto "preoccupato" in relazione "alla gestione dell'informazione in vista del prossimo referendum costituzionale sulla Giustizia". Insomma, l'Usigrai, ipercritico del governo di Giorgia Meloni, lamenta la possibile mancanza d'imparzialità nella televisione pubblica a un paio di mesi dall'appuntamento referendario. Ma a stupire sono soprattutto le tempistiche. Perché la sortita arriva poco dopo che Sigfrido Ranucci - ospite d'onore dell'ultimo congresso della sigla sindacale e per qualcuno in via diretta organico all'Usigrai - ha prestato il suo volto per il "No". E infatti l'altro sindacato, ossia l'Unirai-Figec-Cisal, non ha potuto fare a meno di notare la bizzarria: "Prendiamo atto con interesse del comunicato sindacale Usigrai diffuso nella giornata di ieri, nel quale si esprimono forti preoccupazioni in merito alla gestione dell'informazione Rai in vista del prossimo referendum sulla giustizia e alla mancanza di organismi di vigilanza parlamentare", premettono. Poi la stoccata: "Alla luce delle immagini, dei video e delle fotografie diffuse da agenzie di stampa, quotidiani nazionali e bacheche social di forze politiche che ritraggono un vicedirettore Rai e conduttore di punta partecipare pubblicamente a un'iniziativa politico-referendaria schierata per il No".