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La strategia del vicedirettore Rai e il pizzino al Garante legato al "Fatto". L'ultima pista dell'agguato porta al delitto Mattarella

"Vi diremo noi di chi è il Garante della Privacy". Basta questo pizzino per lanciare un imbarazzante sospetto su Sigfrido Ranucci. Sapeva già che gli sarebbe arrivata la maxi sanzione da 150mila euro per la trasmissione dell'8 dicembre, quando rivelò la telefonata privata tra l'allora ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano e la moglie Federica Corsini? O è solo una coincidenza? Sembrerebbe di no, almeno stando a quanto ha già detto l'altro giorno al Parlamento europeo di Strasburgo: "Qualcuno nel governo sta armando il Garante per punire Report e dare un segnale esemplare, lo vedrete nelle prossime ore".

A cosa si riferisce Ranucci? Quali prove ha per ingaggiare con l'Authority un braccio di ferro istituzionale destinato a incasinare le aule giudiziarie e parlamentari nei prossimi mesi? Sia l'appello al Garante europeo ("verifichi come sta operando il Garante italiano") sia il proscenio Ue sponsorizzato dall'europarlamentare Pd Sandro Ruotolo, sembrano parte di una strategia ben studiata per garantirsi un'aura da martire e come conseguenza l'ennesimo posto al sole fuori da Viale Mazzini. Lo dimostra anche la sua presenza oggi nel palco della Cgil in una manifestazione ufficialmente contro la manovra.