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Mentre l'Usigrai chiede che si parli del referendum, un vicedirettore Rai e un conduttore di punta diventano testimonial per il No. E, coincidenza, subito dopo è partita la richiesta di sospendere Cerno. L'Unirai–Figec Cisal chiede chiarimenti

In vista del referendum sulla giustizia l'informazione ovviamente è fondamentale, affinché i cittadini siano messi nelle migliori condizioni per poter conoscere qual è la posta in gioco e decidere cosa votare. Il problema è che qualcuno pensa di avvalersi dei soliti squallidi giochini politici e di usare la leva dell'informazione per spingere una tesi (in questo caso il No), ovviamente facendo finta di essere super partes. Ma andiamo per gradi e vediamo cosa ha detto l'Usigrai, sindacato storicamente vicino alla sinistra.

"La Rai non può fare a meno della Vigilanza. Senza la Commissione parlamentare di indirizzo, bloccata da oltre un anno, la Rai di oggi non risponde correttamente al ruolo di Servizio pubblico a cui è chiamata. Anche nella gestione delle relazioni sindacali l'azienda utilizza in maniera arbitraria poteri di accreditamento che le norme non le concedono e tuttavia nulla accade, anche perché nessun organismo esercita quelle funzioni di vigilanza che la legge attribuisce al Parlamento. Usigrai esprime a voi cittadini e alle forze sociali le sue forti preoccupazioni anche in relazione alla gestione dell'informazione in vista del prossimo referendum costituzionale sulla giustizia".