La Fiamma olimpica scalda il Piemonte. Dopo il mega show di sabato sera in piazza Galimberti a Cuneo, ieri mattina nella Granda la Fiaccola è ripartita da Bra con 18 tedofori che si sono alternati nella mini staffetta aperta da Gianluca Lantermino, impiegato tecnico e corridore a Chieri e chiusa dall’albergatore torinese Luca Tuori. Il sindaco Gianni Fogliato ha accolto la tedofora numero 16, Raffaella Curetti, dirigente scolastico a Caraglio. Quindi ecco La Morra tra piazza XX Settembre e piazza Vittorio Emanuele davanti al Municipio con la sindaca Marialuisa Ascheri. Ultima tappa cuneese Alba, con il sindaco Alberto Gatto che ha accolto Benedetta Parodi, testimonial degli organizzatori e ultima tedofora. Dieci gli staffettisti che hanno salutato la folla tra piazza Sarti e piazza Risorgimento. In piazza Mons. Grassi la protesta pro Gaza ha chiesto «Fuori Israele dalle Olimpiadi invernali di Milano-Cortina», denunciando «l’uso dell’evento sportivo per ripulire l’immagine di un governo accusato di gravi violazioni dei diritti umani».

Ad Asti, ieri mattina, un bagno di folla. Sono stati quindici i tedofori che hanno attraversato il centro città. «Un’emozione enorme, questa fiamma rappresenta i valori che ho sempre cercato di insegnare ai miei figli», racconta Beatrice Bussolati, sportiva torinese e mamma, che ricevuto il passaggio della fiamma dal primo tedoforo Luca Bajardi. «È stata un’esperienza che auguro a tutti», commenta Giorgio Graglia, tedoforo proveniente dalla Val Pellice, dopo aver passato il testimone. Pochi i portatori di fiaccola astigiani, tra cui Luigi Di Gioia, nessun personaggio famoso o atleta del territorio. Sui nomi di tutti vige il massimo riserbo e dall’ufficio stampa della manifestazione vengono fornite solo le nazionalità: «Undici provengono dal territorio e quattro sono stranieri». A chiudere il corteo è stato però il folto gruppo degli «Ambasciatori dello Sport di Asti», guidati da Gianfranco Chiaranda. Non manca qualche malumore tra i cittadini che assistono al passaggio: «Alla fine noi astigiani siamo stati spettatori ma non protagonisti», si mormora. «Un grande evento che la città ha accolto a braccia aperte, con un grande bagno di folla», commenta il sindaco Maurizio Rasero. «Indubbiamente poteva essere gestito meglio, con una maggiore partecipazione del territorio: il Comune e la Provincia non sono stati coinvolti minimamente nell’organizzazione», conclude Rasero.