Immaginate il fuoco che danza nella bruma delle campagne piemontesi. Un tedoforo corre con la Fiaccola Olimpica stretta nelle mani. Attraversa le strade di Cuneo, tra i fiumi Stura e Gesso. È il 10 gennaio 2026 e inizia da qui, dalla provincia di Granda, il viaggio più atteso del Piemonte, quello che porterà la Fiamma verso le Olimpiadi invernali di Milano Cortina 2026.
Non è solo uno spettacolo, è il battesimo dell'evento che ha già contraddistinto la storia italiana dello sport invernale. Vent'anni fa, nel 2006, Torino regalò al Paese emozioni indimenticabili: gli ori di Armin Zöggeler, la staffetta di fondo 4x10 km con Fulvio Valbusa, Giorgio Di Centa, Pietro Piller Cottrer e Cristian Zorzi, le tre medaglie (due ori e un bronzo) di Enrico Fabris. Ora la Fiamma torna per accendere quelle stesse emozioni e ricordare che lo sport è unione, sfida, crescita.
Un viaggio simbolico tra territori e memoria
Dall'11 gennaio la staffetta prosegue per le Langhe e il Roero, patrimonio mondiale dell'Unesco, toccando Bra, La Morra e Alba. Poi verso Sestriere, dove maestri e allievi delle scuole di sci locali parteciperanno a una corsa speciale, un momento di riflessione dedicato a Matilde Lorenzi e Matteo Franzoso, due giovani atleti della nazionale italiana tragicamente scomparsi durante gli allenamenti sulle piste. Una staffetta nella staffetta, il ricordo intrecciato allo spirito olimpico.








