Segui tutte le inchieste del Fatto Quotidiano

Ultimo aggiornamento: 8:13

È necessario pagare il canone Rai per il semplice fatto che si è proprietari di un televisore o di una radio (o di un qualsiasi altro apparecchio in grado di ricevere il segnale) e si fruisce del servizio pubblico. Per il 2026 l’importo da versare sarà nuovamente pari a di 90 euro: in più occasioni era emersa la volontà delle forze politiche di ridurre l’obolo di 20 euro, facendo pagare solo 70 euro, come era già successo due anni fa, ma alla fine è stato confermato il prezzo pieno.

Anche quest’anno il canone Rai viene addebitato automaticamente sulla bolletta dell’elettricità della casa di residenza, ma chi è in possesso di determinati requisiti può chiedere di essere esentato dal pagamento.

Il canone deve essere versato da tutte le persone che hanno in casa un televisore o un apparecchio in grado di ricevere un segnale televisivo. Per il pagamento della tassa poco importa se l’apparecchio viene utilizzato o meno: è obbligatorio pagare solo perché lo si possiede. Il canone, in altre parole, è un’imposta sulla detenzione, non sull’utilizzo. Ma è dovuto una sola volta in relazione a tutti gli apparecchi detenuti dai componenti della stessa famiglia anagrafica (a patto che i familiari abbiano la residenza nella stessa abitazione), indipendentemente dal numero di abitazioni in cui sono presenti i televisori.