In alcuni quartieri di Kiev le lastre di compensato e le pellicole di plastica sono più importanti del pane.
Le bombe tornano a colpire la capitale ucraina, soprattutto nei quartieri residenziali sulla riva sinistra del fiume Dnipro e tra i palazzi colorati, a Comfort town, c'è una corsa contro il tempo sotto i fiocchi di neve per poter coprire finestre e vetri rotti dal lancio di razzi.
A otto gradi sotto zero, nel cortile la gente si è attrezzata come fossero falegnami. "L'ultima strategia di Putin è tenerci al freddo, con le finestre rotte, senza luce e riscaldamenti", dice Daniil sovrastato dal rumore di un seghetto elettrico. In questo posto tre dei suoi vicini sono morti.
"Una delle vittime era una signora anziana, gridava aiuto mentre si vedeva appesa dal palazzo sventrato, ma non ce l'ha fatta. Non siamo riusciti a soccorrerla in fretta", spiega un agente scuotendo la testa mentre all'esterno qualcuno scodella da una pentola dei pasti caldi alla gente in strada, che per il momento non può rientrare in casa. Davanti a loro c'è un palazzo annerito e squarciato al centro, mentre alle spalle un altro stabile pieno di uffici ha tutti i vetri rotti.
Il sindaco, Vitalij Klyčko, ha rivolto un appello ai residenti che ne hanno la possibilità, affinché lascino temporaneamente la città per andare in luoghi dove ci sono fonti alternative di energia: "Quasi la metà condomìni, seimila, è attualmente senza riscaldamento per i danni causati dal massiccio attacco della scorsa notte", ha ammesso.







