Dai cyber attacchi ai raid su strutture militari e civili fino ad un'operazione militare su larga scala.
Donald Trump e i suoi stanno valutando una serie di opzioni per rispondere alla repressione delle proteste da parte dell'Iran. Secondo quanto riferito da fonti dell'amministrazione al Wall Street Journal e al New York Times, l'attacco degli Stati Uniti contro Teheran non è imminente e il commander-in-chief non ha preso ancora una decisione. Martedì, però, riceverà un briefing sui possibili prossimi passi da compiere al quale parteciperanno il segretario di Stato Marco Rubio, il capo del Pentagono Pete Hegseth e il capo di stato maggiore congiunto, il generale Dan Caine.
In questi giorni, inoltre, ci sono stati contatti tra Rubio e il premier Benjamin Netanyahu per discutere della possibilità di un intervento americano in Iran. Tra le ipotesi, oltre all'imposizione di ulteriori sanzioni al regime di Teheran, c'è quella di un attacco aereo su larga scala contro diversi obiettivi militari iraniani, come hanno rivelato fonti informate al Wall Street Journal. Si tratta, ancora, di una possibilità da valutare. Trump ha ripetutamente minacciato di usare la forza contro il governo iraniano e venerdì ha avvertito che l'Iran "è in guai seri".












