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11 GENNAIO 2026
Ultimo aggiornamento: 9:09
Affascinante, ma ancora incompleta. Cantieri e gru fanno da sfondo alla nuova (ma provvisoria) casa dell’hockey. E come se nulla fosse, operai e staff lavorano mentre i tifosi prendono posto a sedere sugli spalti. Tra un trancio di pizza e uno spritz per occupare le pause tra un tempo e l’altro della partita, chi è in coda ad aspettare il proprio turno ha un dubbio. “Ma sarà davvero tutto pronto per le Olimpiadi?”.
A meno di un mese dall’inizio dei Giochi invernali Milano-Cortina 2026 quello che dovrebbe essere, o meglio, quello che sarà il centro di riferimento dello sport su ghiaccio oggi è ancora un cantiere a cielo aperto. Siamo stati all’Ice Hockey Arena di Milano Santa Giulia, luogo che sta ospitando le Milano Hockey Finals, l’esperimento tutto made in Italy in vista dell’evento più importante e sentito dell’anno. Area polifunzionale da 16mila posti costruita da privati esclusivamente per organizzare concerti, eccezionalmente nei mesi di febbraio (dal 6 al 22) e marzo (dal 6 al 15 per le Paralimpiadi) ospiterà i giochi su ghiaccio. Doveva costare 170 milioni, alla fine ne sono serviti circa 370. Dalle testimonianze social di alcuni giocatori impegnati nel circuito sembrerebbe ancora tutto un grande caos: cavi pericolanti, spogliatoi incompleti e un’atmosfera che lascia più di qualche dubbio. La semifinale tra l’Alleghe Hockey e l’HC Eppan Appiano Anet (terminata 4-3 dopo i calci di rigore) ha messo in luce le problematiche. Ma anche un’atmosfera che si spera possa rappresentare il preludio di una grande festa olimpica.









