Pollice alto.
Le conclusioni di Fondazione Milano-Cortina, del Cio e della federazione internazionale di hockey sono allineate e volgono al bello: la Milano Santa Giulia Ice Hockey Arena, a meno di un mese dalla prima gara dei Giochi, ha superato la prova generale a pieni voti.
I media internazionali, però, non sembrano d'accordo. Il New York Times pone l'attenzione sul buco che ha portato venerdì sera alla interruzione della semifinale di Coppa Italia tra Varese e Caldaro, criticando anche lo stato degli spogliatoi e della pista di allenamento e dando voce a uno dei mille operai che lavorano alacremente per concludere l'opera entro i tempi prestabiliti: "Abbiamo turni da 11 ore".
Le crepe nel ghiaccio sono state minimizzate dallo stesso Cio, per voce del direttore esecutivo, Christophe Dubi: "È una cosa normale ed è stato sistemato in due minuti". E nelle partite successive, tra cui le tre consecutive del sabato, non sono emersi problemi sul campo gara. Il portale olandese De Volkskrant scrive invece che "la pista di hockey su ghiaccio di Milano è circa un metro più corta di quella consentita dalla Nhl e più stretta rispetto allo standard internazionale", evidenziando come "un campo più piccolo sarebbe più pericoloso a causa degli scontri ad alta velocità".









