Milano, forte anche dell’esperienza di Expo 2015, lo insegna: le grandi opere servono per rigenerare le città, per farle stare al passo col futuro, per garantirle un’anima nuova.
Undici anni dopo il grande evento fieristico internazionale, ritenta l’occasione: il simbolo ora è il PalaItalia, il nuovo stadio di hockey da 16.000 posti. È proiettato nel futuro: non è un caso che sia stato realizzato in via del Futurismo, nel quartiere Santa Giulia, alla periferia Sudest della città.
Realizzato a tempo di record, in 24 mesi, è la più grande struttura del genere, al coperto, dell’intera penisola. Ora ospiterà le sfide dell’hockey. Ma è perfettamente predisposto per gli altri grandi appuntamenti del futuro e in primis per eventi musicali che potranno attrarre a Milano appassionati di tutta Europa. Al termine della manifestazione olimpica, infatti, la tribuna temporanea e la pista di hockey saranno rimosse. La struttura è di Eventim, la multinazionale che si occupa delle bigliettazioni dei grandi eventi. A realizzarla il Consorzio Eteria, il polo italiano per le grandi opere che in questo progetto ha impegnato Vianini Lavori (società del gruppo Caltagirone) e Itinera (controllata dal gruppo Gavio).






