Gentile Direttore, leggo sul Gazzettino che la Sindaca di Rovigo avrebbe detto categoricamente di no alla richiesta della comunità islamica di avere in città un proprio cimitero. La Sindaca sembra motivare il diniego con il fatto che "la richiesta equivale a creare una separazione e non un'integrazione". Al di là delle specifiche ragioni della comunità musulmana, fa specie che dopo aver rifiutato di realizzare ogni opportunità di accoglienza per migranti e richiedenti asilo, anche con fondi Pnrr, la Sindaca faccia appello all'integrazione solo di fronte alle richieste di sepoltura. Un bel paradosso, non c'è che dire.

Sandro Del Todesco

Mogliano Veneto (Tv)

Caro lettore, mi sembrano polemiche senza senso e anche sbagliate. Innanzitutto perché i nostri cimiteri non sono solo per i cattolici o per i cristiani, sono per tutti. Vi riposano credenti, non credenti, atei e anche seguaci di altri culti. Non occorre un "certificato" di appartenenza religiosa per poter avere un "giaciglio eterno" in un cimitero italiano. Quindi non ci può essere un divieto ad ospitare defunti musulmani o di altre religioni.

Non si tratta di integrare o di separare, ma di prendere atto che ormai nelle nostre comunità la presenza di cittadini islamici è sempre più elevata ed è normale che queste persone manifestino il desiderio, quando muoiono, di essere seppellite accanto alle persone care e di essere sepolte secondo i dettami della loro religione (le tombe ad esempio devono essere orientate in direzione della Mecca).