Egregio Direttore,
anche a San Donà di Piave, come ormai in tutto il nostro Paese, affrontiamo quotidianamente la sfida dell'integrazione: la città ha superato i 42.000 residenti e di questi ben il 10,5% è straniero. Oltre un migliaio sono quelli di religione islamica.
Ho dovuto far chiudere, un paio di mesi fa, un "centro culturale" che era, in realtà, una moschea non autorizzata, decisione poi confermata anche dal TAR.
Ora stiamo lavorando con i rappresentanti della Comunità islamica per far riaprire il centro, facendolo funzionare però come vero e proprio punto di aggregazione, in cui si insegni, oltre all'arabo, anche l'italiano; la Camera degli Avvocati tenga lezioni di diritto costituzionale; il Centro Antiviolenza La Magnolia spieghi cos'è la parità di genere, la libertà economica, il diritto allo studio e all'autodeterminazione.
Sono stato, per questa mia "apertura" alla comunità islamica, aspramente criticato sui social, soprattutto da persone che si autodefiniscono "di destra" e non si capacitano di come un sindaco di Fratelli d'Italia assuma tali posizioni.






