Circola la foto di una donna iraniana che, con la foto di Khamenei che brucia, si accende una sigaretta. Questa foto sta trovando supporto e diffusione sui social e sta circolando con una certa velocità. Ma non solo: varie ragazze (in Francia per esempio) si fanno un selfie mentre si accendono la sigaretta con la foto dell’ayatollah. È un segnale di supporto morale e politico alle donne iraniane che stanno lottando per la caduta di un regime che, per la verità, non gode - con grande soddisfazione per tutti gli amanti della democrazie e della libertà - di grande salute. Anzi.

Le donne in Iran vivono obbligate in una serie di gabbie che non permettono loro di esercitare i diritti che dovrebbero essere rispettati dai pubblici poteri. È bene ricordarli per comprendere meglio le loro lotte e le loro proteste, spesso più coraggiose di quelle degli stessi uomini iraniani.

La sinistra vuole usare il referendum sulla giustizia come una clava, nella speranza di riuscire ad abbattere Giorgia Meloni. È questa la ragione per cui Schlein e Conte, senza dimenticare Landini, alzano i toni. La segretaria del Pd ha preso spunto dalla morte dell’attivista pro migranti in Minnesota per dire che, quando un poeta viene ucciso dalla forza bruta dello Stato, serve un giudice indipendente (dimenticando che, a differenza che da noi, in America i giudici statali sono dipendenti, perché eletti dai cittadini, oppure, quelli federali, nominati dal presidente).