La matita di Emilio Giannelli in prima pagina sul Corriere della sera, con la consueta cifra stilistica spigolosa, ha satireggiato ieri gli Usa del 2026 attraverso Cristoforo Colombo, il quale al cospetto dell’Onnipotente sormontato da simboli massonici come sui dollari, nella vignetta si discolpa così: «Giuro che intendevo raggiungere per mare le Indie, non volevo scoprire l’America!». Il personaggio esecrato dalla pseudocultura woke viene adesso schierato contro il trumpismo e una certa idea del mondo a stelle e strisce così lontano dall’Europa che l’ha partorito.

Ma facciamo un piccolo salto indietro nella storia. In Italia c’è la guerra civile, i bombardamenti alleati sulle città italiane sono sanguinosi, e la propaganda della Repubblica sociale, che gratta in continuazione nel barile dei miti arruolando persino Mazzini e Garibaldi, tira fuori dal cilindro proprio il navigatore genovese. Nella proposizione grafica è rabbuiato, a braccia conserte e sguardo torvo. Saetta un «Se lo sapevo io, non la scoprivo!», con lo stesso esclamativo conclusivo, ma con sintassi approssimativa per quanto più efficace del corretto congiuntivo. Il riferimento è all’America e agli americani, ovvero quella che combatte per liberare l’Italia dai tedeschi e quelli che nel nome della liberazione la martellano dal cielo con una pioggia di bombe che mietono in continuazione vittime civili. Un semplice dato, per di più per difetto, certificato Istat: statisticamente i morti per i bombardamenti sono 64.354, ma di questi 20.952 fino all’8 settembre 1943 (al momento della fine delle ostilità con la resa) e ben 43.402 dal 9 settembre 1943 al 25 aprile 1945 quando gli Alleati non erano più nemici. A questi vanno aggiunti 4.458 militari.