L’anno è iniziato da poco più di una settimana e il numero dei suicidi in carcere conta già il primo caso. Gli istituti scoppiano, la tensione aumenta, le feste appena trascorse hanno reso le giornate ancora più vuote e il tempo ancora più senza fine. La circolare è di prima di Natale, ma la notizia è arrivata solo nei giorni scorsi: la polizia penitenziaria avvierà una sperimentazione per l’utilizzo nelle carceri dello spray urticante, comunemente chiamato spray al peperoncino, per fronteggiare situazioni di pericolo, come aggressioni al personale. Lo si legge sui siti della Polizia penitenziaria e nelle dichiarazioni di Donato Capece, segretario del Sappe, sindacato autonomo degli agenti. Una sperimentazione di sei mesi, al termine della quale una commissione valuterà effetti ed efficacia dello spray, la cui vendita è liberalizzata da una quindicina d’anni anche per i privati cittadini.

La sperimentazione per gli agenti in Italia era iniziata nel 2014 e aveva interessato polizia di Stato e carabinieri a Roma, Milano e Napoli, per poi estendersi, dal 2016 al 2020, alla Polizia locale di numerose altre città. L’autorizzazione per la Polizia penitenziaria arriva con la circolare del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria (Dap) del 22 dicembre scorso, sulla base dello stesso decreto ministeriale 103 del 2011 che ne ha liberalizzato vendita e dotazione alle forze di polizia e in cui il ministero dell’Interno, di concerto con il ministero della Salute, ne chiarisce caratteristiche tecniche e modalità di utilizzo.