SPRESIANO (TREVISO) - Il colpo subito in casa alla vigilia dell'Epifania ha lasciato una ferita profonda nella famiglia Della Libera di Spresiano, in via Piave in località Calessani, che ora lancia un appello alla solidarietà della comunità per poter tornare a sentirsi al sicuro nella propria casa. «Vogliamo tornare a sentirci sicuri in casa nostra - raccontano le vittime - per farlo abbiamo bisogno di un aiuto perché non riusciamo a sostenere il costo di nuove porte blindate. Grazie a chi ci potrà dare una mano».
Il colpo risale al 5 gennaio scorso quando ignoti hanno preso di mira l'abitazione approfittando dell'assenza dei proprietari, sfondando le porte d'ingresso con un'ascia e una mannaia e mettendo a soqquadro l'interno. Gioielli, soldi orologi, capi d'abbigliamento: i ladri sono fuggiti con un bottino ingente. A questo si aggiungono le considerevoli spese per far fronte ai danni. Al rientro, la famiglia si è trovata davanti a una scena di devastazione che ha avuto conseguenze pesanti non solo materiali, ma anche psicologiche, tanto da rendere impossibile trascorrere la prima notte in casa costringendo tutti a trovare riparo in albergo.
A rendere ancora più delicata la situazione è la presenza in casa di una donna con disabilità, rimasta particolarmente traumatizzata dalla vista della propria stanza violata e oggi in forte difficoltà nel gestire la paura e l'insicurezza lasciate dall'accaduto. Dopo il furto è stato comunque installato un primo impianto di sicurezza, ma per garantire una reale protezione servirebbero nuovi infissi e porte blindate, un intervento economicamente non sostenibile per la famiglia. Da qui la decisione di avviare una raccolta fondi online sulla piattaforma GoFundMe, per un totale di 10mila euro, per coprire almeno parte delle spese necessarie a rendere di nuovo sicura l'abitazione. A raccontare la vicenda e a spiegare le ragioni dell'iniziativa è Ottavia Casagrande, figlia della proprietaria di casa - Roberta titolare del negozio Nanà in centro a Visnadello - , che ha scelto di esporsi in prima persona online: «L'unica cosa che ci interessa in questo momento è poterci sentire di nuovo sicuri nella nostra casa e dormire serenamente. Dopo quello che è successo e dopo aver già sostenuto alcune spese, il costo di nuove porte blindate è oltre le nostre possibilità. Per questo abbiamo deciso di chiedere aiuto, nella speranza che la solidarietà della comunità sia più forte della violenza che abbiamo subito».






