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10 GENNAIO 2026

Ultimo aggiornamento: 12:33

“Siamo di fronte non solo a un attacco esplicito all’indipendenza della magistratura, ma a un disegno politico esplicito di questo governo, che vuole mettere in discussione l’esistenza stessa della Costituzione e della democrazia così come la Costituzione la disegna”. Maurizio Landini arringa così la platea del centro congressi Frentani di Roma all’assemblea che lancia la campagna del comitato per il No al referendum fondato da sigle e associazioni della società civile. “Questa è una campagna che vincerà chi riesce a parlare alle persone e a convincerle a votare. La maggior parte dei cittadini non sa cosa sia la separazione delle carriere, ma vive sulla propria pelle il malfunzionamento della giustizia. Dobbiamo avere l’umiltà di parlare con tutti, ascoltare le persone non solo con i social, ma con un rapporto uno a uno. Abbiamo bisogno di un lavoro comune per comune, quartiere per quartiere, territorio per territorio. La posta in gioco è il futuro della nostra democrazia, in un mondo che deve fare i conti con il ritorno della guerra”, afferma il segretario della Cgil.

La legge di bilancio, ricorda Landini, “non ha stanziato i soldi per garantire l’assunzione ai 12mila precari della giustizia che scadono a luglio. L’unica spesa pubblica confermata che verrà fatta nei prossimi anni è quella per le armi e il riarmo, mentre si tagliano i fondi alla sanità, alla giustizia e alla scuola”. Poi accusa la premier Giorgia Meloni: “Mi ha colpito un’affermazione della presidente del Consiglio secondo cui ci sarebbe una parte del Paese che quando manifesta si mette dalla parte sbagliata della storia. Ma se fosse per la storia da cui proviene la maggior parte di questo governo, la Costituzione e la democrazia non ci sarebbero. Quale sarebbe la parte giusta della storia? Se oggi loro sono al governo, è grazie alla sconfitta del fascismo e del nazismo e alla Costituzione”.