La pressione statunitense sul Venezuela e sui suoi partner entra in una fase sempre più esplicita e muscolare. Nelle prime ore di venerdì la Guardia costiera degli Stati Uniti è salita a bordo di una quinta petroliera sospettata di violare il blocco imposto sulle navi coinvolte nel trasporto di greggio sanzionato da e verso Caracas. In tal senso, le autorità americane continuano a monitorare altre imbarcazioni ritenute impegnate in manovre elusive per aggirare le restrizioni. L’ultima nave fermata è la Olina, precedentemente nota come Minerva M, questa volta battente bandiera del Timor Est.

Maurizio Belpietro, direttore de La Verità, denuncia un paradosso inquietante: un carabiniere che salva la vita a un collega viene condannato e costretto a risarcire la famiglia dell’aggressore. Morale: chi difende la legge rischia il carcere, mentre criminali e clandestini restano liberi.

Finora chi ipotizzava di portare avanti un (difficile) processo di integrazione degli stranieri di fede islamica venuti a vivere in Italia puntava su processi di mediazione culturale. Detta in parole povere, si facevano corsi per insegnare agli stranieri la nostra lingua, le nostre usanze, le nostre leggi. In molti casi con scarsi risultati, ma questo non spiega la curiosa iniziativa nata in seno all’Arci, che di fatto ribalta il processo: sono gli italiani che devono imparare l’arabo e conoscere il Corano.