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C'è qualcosa di fin troppo comprensibile in ciò che è accaduto nel disco bar che era il più amato del paese ma che nessuno ispezionava da anni, da prima della pandemia

Lacrime di coccodrillo, e non quello di una famosa marca di polo da ricchi. Lacrime di coccodrillo, quelle di Jessica Moretti, che uscendo dalla procura del cantone Vallese, dopo quasi sette ore di interrogatorio, ha finalmente mostrato indizi se non di pentimento almeno di sofferenza per quello che è accaduto dopo la mezzanotte del primo dell'anno nel locale che gestisce con il marito Jacques a Crans Montana, Le Constellation.

Lacrime arrivate troppo tardi per non avere il sapore di un pianto di scena dopo giorni di silenzi ostinati, di occhiali da sole in pieno inverno, di sospetti infami: i video spariti, la presunta fuga con la cassa di lei, mentre il locale era inghiottito dalle fiamme e con esso le vite di decine di famiglie che ora piangono la morte di adolescenti sbianchettati durante una festa nella cittadina della meglio gioventù, mica in un rave abusivo dentro un capannone di periferia.