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Quello che colpisce di due vicende molto diverse è che dopo i fatti i due paesi aggrediti non hanno scelto la via diplomatica
Nel mondo impazzito di oggi non ci sono più limiti ed è stata persa ogni inibizione. Ormai uno Stato può lanciare droni e missili contro un altro, smentendo l'accaduto o magari parlando di errore: è successo l'altra notte in Polonia e dal Cremlino non sono arrivate neppure le scuse. Oppure si mandano i caccia a bombardare il quartier generale di Hamas, operazione che potrebbe essere pure sacrosanta ma certo non quando si trova nella capitale di un altro stato sovrano: è accaduto a Doha con la regia di Israele. Si è ripetuto quanto era avvenuto in Libano, nello Yemen ed in Iran solo che il Qatar non è uno stato belligerante e tra l'altro ospita la più grande base militare americana in Medio-Oriente. Senza contare che l'attacco è avvenuto mentre il vertice di Hamas stava decidendo sulla liberazione degli ostaggi per aprire la strada alla pace.






